IFTTT: il servizio che unisce, velocizza e rende automatici i processi digitali quotidiani

 

IFTTT, acronimo inglese di “if this, than that”, è un servizio gratuito on line, utilizzabile da app o da sito internet, che permette di semplificare la maggior parte delle azioni che ogni giorno svolgiamo on line, automatizzandole ed unendole tra loro secondo il principio di causa ed effetto.

Il servizio, nato nel 2011, offre la possibilità di creare degli “applet”, ovvero delle “catene di condizioni” che permettono alle applicazioni di di lavorare in sinergia tra di loro. Autorizzando il servizio ad accedere alle applicazioni che ci interessano, esso può svolgere automaticamente determinate funzioni decise da noi in base alle nostre esigenze. All’avvio di una determinata condizione si potrà quindi ottenere un risultato che avverrà in modo completamente autonomo, senza nemmeno la necessità di mettere mano al proprio smartphone.

Cosa si può fare con IFTTT

Grazie a questo servizio si possono creare delle connessioni tra determinate applicazioni, che permettono di svolgere automaticamente delle funzioni come ad esempio:

inviare un sms predefinito ad un numero di telefono quando si riceve una mail da uno specifico indirizzo

scaricare allegati da determinate e-mail e salvarli su servizi di cloud come Dropbox o Google Drive

aggiungere le canzoni dei video a cui abbiamo messo like su youtube in una playlist su Spotify

ripubblicare i contenuti condivisi su un determinato social network anche su altri social.

Oltre a dare la possibilità a chiunque di sviluppare le proprie catene di condizioni, grazie al suo sistema interno open source, IFTTT offre la possibilità di condividere con gli altri utenti gli Applet creati all’interno del suo sito internet e della sua applicazione. Così facendo anche i più pigri potranno utilizzare delle catene preimpostate e condivise da altri, senza essere obbligati a crearne di nuove. Attualmente sono disponibili più di 600 catene preimpostate.


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Come configurare IFTTT

Il metodo di creazione degli Applet è inoltre semplicissimo: infatti, nel caso in cui si voglia creare una catena personalizzata, basterà semplicemente inserire in un apposito campo denominato “this” l’attivatore del comando, la legge di causa, che fungerà da innesco per far partire la catena che andremo a creare. Determinata la legge di causa, si dovrà poi ripetere l’azione anche con il campo “that”, stavolta inserendo l’azione finale che si vorrà come risposta al nostro comando. Tutta la procedura di sviluppo risulta essere intuitiva, veloce e richiede solo pochi minuti per l’ottenimento della funzione finale.

 

 

Dopo una settimana dal primo utilizzo, avvenuto tramite app da smartphone, ritengo che i limiti massimi di questo servizio siano essenzialmente due: la mancanza di fantasia da parte dell’utente che deciderà di creare le sue personali catene e l’effettiva impossibilità di svolgere determinate funzioni su alcune specifiche applicazioni (Spotify ad esempio non offre la possibilità di riprodurre musica automaticamente tramite i comandi di IFTTT).

IFTTT e domotica

Ma la parte del servizio che a mio avviso risulta essere ancora più interessante, riguarda la possibilità di creare delle catene di funzioni che collegano le nostre applicazioni di uso quotidiano con dei dispositivi per la domotica. Per chi non lo sapesse la domotica è un settore che permette alla maggior parte degli oggetti elettronici di uso quotidiano di diventare “intelligenti”, permettendo all’utente di azionarli e comandarli tramite smartphone, a volte anche da remoto. Grazie ad alcune applicazioni specifiche di controllo e ad una rete wifi, ci sarà possibile comandare un vastissimo elenco di oggetti elettronici di uso quotidiano semplicemente utilizzando uno smartphone o un assistente vocale come Google Home.

Per chi volesse approfondire l’argomento, ho scritto un altro articolo sulla domotica e sull’utilizzo di Google Home.

Grazie ad IFTTT sarà inoltre possibile unire le app per il comando dei dispositivi con altre applicazioni da noi scelte, creando un’automatizzazione ulteriore che semplificherà ancora di più l’utilizzo dei dispositivi stessi. Sarà infatti possibile creare delle catene automatizzate come quelle viste sopra, che però daranno la possibilità di attivare i dispositivi scelti all’avvenimento di determinate condizioni. Questi applet per la domotica ci permetteranno di comandare quindi i dispositivi senza però nemmeno la necessità di dover interagire direttamente con lo smartphone e le app che li comandano. Ecco che in questo modo ci sarà possibile, se disponiamo dei vari componenti, di creare altre interessanti catene legate al mondo della domotica, come ad esempio:

  • accendere le luci di una stanza al ricevimento di determinate notifiche su determinate app
  • accendere la macchina del caffè quando suona una determinata sveglia collegata alla stessa rete wifi
  • riprodurre musica su un dispositivo audio collegato alla rete wifi, semplicemente impostando un messaggio vocale a nostra scelta su un’assistente vocale, come potrebbe essere un semplice “sono stanco”
  • Disattivare un robot per la pulizia della casa se si riceve una chiamata o una determinata notifica

Anche in questo caso, per la realizzazione di queste catene di condizioni, le impostazioni da seguire sono le stesse descritte sopra.

Se dovessi esprimere la mia opinione su questo argomento, mi sentirei di affermare con sicurezza che il futuro riserverà sempre più spazio per tutto ciò che riguarda le funzioni automatizzate. Questo è a mio avviso il percorso che molte aziende leader nel mercato digitale e dei prodotti di elettronica, come Google o Amazon, stanno attualmente preparando per il prossimo periodo. Si arriverà forse a non dover più nemmeno utilizzare lo smartphone, se non in rari casi, per compiere tutte le funzioni digitali che la vita quotidiana ci propone? Una serie di catene, preimpostate e scelte dall’utente, unite ad uno speaker vocale dotato di intelligenza artificiale, basteranno per soddisfare tutte le nostre mondane necessità nel campo della domotica e delle funzioni digitali? Probabilmente lo scopriremo prima di quanto pensiamo.

 

Gianmarco Rizzo
Digital Marketing Specialist
Appassionato di comunicazione e nuovi media, laureato in Scienze della comunicazione e attualmente studente di Digital marketing presso Digital Coach. Gestisco un mio blog (ribro.it) ed offro consulenze marketing a terze parti
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