Intelligenze artificiali: in casa semplificano la vita, ma in auto possono salvarla

 

Recentemente ho avuto la fortuna di testare due intelligenze artificiali diverse, quella di Google Home mini in ambiente domestico e M.B.U.X. (Mercedes Benz User Experience) per le automobili del marchio Mercedes. Grazie a questa possibilità ho deciso di mettere a confronto queste due IA per poter esprimere un mio parere sul loro utilizzo quotidiano.

Innanzitutto ci tengo a sottolineare che non dispongo dei vari “tools” disponibili per la domotica in casa, quindi non posso dire di aver sfruttato Google Home fino in fondo, ma il ragionamento che voglio esporre in questo articolo non si basa solo sulle funzioni specifiche che questi prodotti mettono a disposizione.

Il modo in cui vengono utilizzati, e soprattutto il luogo, sono i fattori che principalmente motivano il ragionamento che andrò ad esporre.

Mercedes Benz User Experience

Appena salito in Mercedes infatti, ho subito notato l’enorme utilità che l’IA integrata offre: tralasciando le funzioni divertenti ma non troppo utili, come il cambiare il colore dei led e le classiche risposte divertenti date vocalmente in base a determinate domande, mi è risultato immediatamente palese che il vero vantaggio offerto era quello di non dover più utilizzare le mani per svolgere funzioni secondarie alla guida. Interagendo a parole con l’auto, le mani rimangono quindi ancorate sul volante, e questo è il punto di svolta in questa unione auto/IA.

Questa utilità permette al guidatore di poter “distrarsi” liberamente pur restando concentrato sulla guida: dal cambio musica alle chiamate telefoniche, passando per l’invio di un messaggio fino ad aprire un finestrino, la necessità di staccare le mani dal volante sparisce quasi definitivamente nelle auto di questo tipo.

Ma questo è forse il vantaggio minore: quello ancora più grande è fornito dalla IA nell’assistenza alla guida. Le IA da auto più recenti dispongono infatti di sistemi di controllo che possono effettivamente salvare la vita al guidatore come a chiunque interagisca con lui, come ad esempio:

Il mantenimento di corsia (line assist): un sistema che permette all’auto di “agganciare” le strisce della strada e di mantenere quindi il veicolo dentro la carreggiata anche in caso di movimenti bruschi e di sbandamento.

-Alcuni sensori offrono la capacità di rilevare pedoni e/o bici ed evitarli sterzando o inchiodando per evitare ipotetici incidenti, anche durante la retromarcia

-Altri sensori monitorano invece la vigilanza del guidatore per eventuali colpi di sonno e in caso di calo di attenzione l’IA dell’auto interviene rallentando la marcia fino all’arresto a bordo della carreggiata attivando le 4 frecce

-Un blocco delle portiere viene attivato dall’IA nel caso in cui stesse arrivando un’auto nella prossimità della portiera che si sta per aprire

Eccezione fatta per i sensori di vigilanza alla guida (che risultano essere ancora in fase sperimentale) tutte queste funzioni sono effettivamente disponibili nelle auto più recenti e come ben sappiamo ormai tutti, il futuro riserverà all’automatizzazione dei veicoli uno spazio sempre maggiore, con l’obiettivo di farli guidare direttamente da una IA senza l’ausilio dell’attenzione umana. Tralasciando il piano etico di questa ultima argomentazione, su cui molti ancora discutono, ritengo che per ora uno dei settori dove le intelligenze artificiali vengono sfruttate al meglio sia proprio quello dei veicoli.


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Google Home Mini

Per quanto riguarda la parte relativa alla domotica invece, non posso negare l’estrema utilità di una intelligenza artificiale anche in casa: è vero infatti che ci sono diversi momenti della giornata in cui ci si può trovare con le mani occupate anche in casa, basti pensare durante la cottura di un pasto o durante le pulizie. Anche per chi non dispone di queste nuove tecnologie riuscirà semplice comprendere quanto può essere utile accendere luci o regolare la temperatura tramite comando vocale mentre si sta compiendo uno dei due gesti descritti sopra. Sempre in casa un’altra ottima opzione messa a disposizione dall’IA è quella di trovare il telefono smarrito tramite un comando vocale che lo farà squillare direttamente.

Per chi fosse interessato all’argomento “domotica”, ho scritto anche questo articolo per approfondire meglio il tema.

 

 

Qualitativamente parlando, mi sento inoltre in dovere di spezzare una lancia a favore della intelligenza artificiale di Google per quanto riguarda la capacità di ragionamento di cui effettivamente dispone: è infatti possibile chiede all’assistente vocale praticamente qualsiasi informazione, diversamente dalle versioni messe a disposizione dalle case automobilistiche. Mercedes stessa offre la possibilità di integrare l’IA delle sue nuove auto direttamente con quella di Google, probabilmente per sopperire alle mancanze della prima rispetto alla seconda. La capacità di calcolo di Google Home è quindi effettivamente maggiore di quella di Mercedes.

Considerazioni

Stando a queste considerazioni, per ottenere il massimo rendimento, un’integrazione più profonda tra intelligenze artificiali sviluppate da diversi marchi è indispensabile, soprattutto in quei settori dove l’IA stessa può fare un’enorme differenza in termini di comodità e di sicurezza, come ad esempio quello dei trasporti. Come molti sapranno Google è infatti già al lavoro su un suo modello di auto che integra proprio la sua IA, ma aimè temo sia obbligatorio affermare che, per quanto sia esso leader nello sviluppo delle IA, di contro il comparto meccanico di Google non sarà mai paragonabile a quello di colossi come Mercedes. Vista però la già possibile integrazione di Google Home su Mercedes, per quanto questa sia limitata, si può auspicare in futuro ad una collaborazione forse ancora più profonda, dove i due brand potrebbero lavorare alla pari sulla creazione di un modello di automobile robusto e duraturo che implementa un sistema di intelligenza artificiale di altissimo livello.

Finchè questo non avverrà mi sento di affermare che comunque il livello più alto di domotica attualmente concepibile non sarà mai utile quanto un sistema di guida totalmente autonomo, visto che quest’ultimo riserva comunque come primo obiettivo quello di ridurre il più possibile gli incidenti stradali e di conseguenza le sue vittime.

 

Gianmarco Rizzo
Digital Marketing Specialist
Appassionato di comunicazione e nuovi media, laureato in Scienze della comunicazione e attualmente studente di Digital marketing presso Digital Coach. Gestisco un mio blog (ribro.it) ed offro consulenze marketing a terze parti
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