Rivoluzione immobiliare: il progresso digitale cambia le regole della compravendita

 

Abbiamo già assistito a questo tipo di cambiamenti in diversi mercati, basti pensare al drastico passaggio dai viaggi in taxi al car sharing di Uber e Blabla car, cosi come il passaggio dalle agenzie di viaggio alle varie piattaforme per la prenotazione delle vacanze on line come Airbnb e Booking.com

Ora però è il settore delle agenzie immobiliari quello che più di tutti probabilmente rischia la crisi: come Purple Bricks in Gran Bretagna e in USA, Homstate (azienda nata a Torino nel Giugno 2017) sta gettando le basi per questo cambiamento anche da noi in Italia, cercando di porsi come leader della penisola per quanto riguarda la compravendita on line di beni immobili.

Come funzionano queste nuove agenzie?

Chiunque voglia comprare o vendere casa potrà rivolgersi ad una di queste agenzie, che offrirà assistenza alla compravendita come una qualsiasi agenzia immobiliare ma velocizzando le trattative ed abbattendo i costi, grazie allo sfruttamento delle nuove possibilità che il digitale mette a disposizione.
Nello specifico, queste nuove aziende offrono:

  • stima sul valore dell’immobile immediata, basata su algoritmi che decretano il prezzo dell’edificio in tempi record: sarà sufficiente rispondere ad alcune domande e si avrà subito un valore approssimativo dell’immobile. Esso verrà poi modificato o confermato da uno specialista che visionerà personalmente l’edificio nel caso in cui il cliente decida di vendere lo stabile tramite l’agenzia in questione.
     
  • Percentuali di approvvigione molto più basse rispetto alle agenzie classiche: Homstate chiede circa 1000 euro per il servizio offerto, contro il 3% che chiede di media un agenzia immobiliare in Italia

  • Le trattative di vendita sono più veloci ed utilizzano specialisti nel settore solamente quando sono necessari. Non c’è quindi bisogno di un tramite sempre presente tra venditore e compratore, ma questi si presenterà solo in caso di necessità: l’ipotetico acquirente interessato all’edificio potrà ad esempio prenotare le visite direttamente al venditore tramite un messaggio privato.

  • In media (questo è per ora calcolabile solo negli usa e in Gran Bretagna) gli appartamenti restano invenduti per molto meno tempo, grazie al bacino di utenza in costante crescita sul web ed alla rapidità con cui viene eseguita la parte burocratica della transazione da parte degli specialisti dell’agenzia.

  • offre foto in alta definizione di tutta la casa e pagando un extra da la possibilità ai clienti di far svolgere un tour virtuale della propria casa agli utenti interessati, cosa che non sempre avviene per molte agenzie immobiliari classiche.

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Tutti questi sono vantaggi prevalentemente tecnici e calcolabili, ma se ci spostiamo sul piano etico può esserci un ulteriore fattore per valorizzare queste nuove agenzie: gli interessi del compratore e del venditore vengono maggiormente tutelati. Perché dico questo? Come già spiegato da Marco Montemagno, che di recente ha condiviso un video sul tema in questione, queste agenzie immobiliari digitali, chiedendo un fisso che potremmo definire “statico”, non hanno alcun interesse a concludere la trattativa con i clienti ad un prezzo maggiore, a differenza invece delle agenzie immobiliari classiche che guadagnano di più se il prezzo della trattativa è più alto. Il prezzo dell’immobile non è quindi a rischio di subire variazioni per arricchire ipotetici tramiti tra venditore e compratore

Le soluzioni per le agenzie immobiliari classiche

Da qui in poi quindi, nel settore immobiliare come in molti altri settori, probabilmente sopravviverà solamente chi sarà in grado di evolversi velocemente, aprendosi alle nuove possibilità donate dal settore digitale, come già detto dal presidente fiaip (federazione italiana agenti immobiliari professionali) durante il ricevimento del 15 novembre 2017 a Roma e riportato sul sole 24 ore:
«Vogliamo iniziare un’importante operazione di innovazione, con una forte attenzione a tutte le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, che sono ormai necessarie per la nostra operatività quotidiana»

Risulta inoltre fondamentale una preparazione nettamente superiore da parte degli agenti immobiliari, continua nel suo discorso Gian Battista Beccarini : «La qualificazione professionale non deve essere uno spot, ma si deve concretizzare nella definizione di un modello professionale di riferimento che sia in grado di fornire all’acquirente tutte le informazioni possibili sull’immobile, anche grazie all’aiuto di tecnici terzi. Dobbiamo arrivare a questo obiettivo e riuscire a dare garanzie di qualità a chi si rivolge ai nostri associati».

Ecco che quindi la sfida, almeno per le agenzie immobiliari classiche, probabilmente si giocherà sul riuscire ad accaparrarsi i clienti più in linea con il confronto faccia a faccia, più bisognosi di un consulente onnipresente che dovrà risultare preparato e capace di sfruttare al meglio le nuove tecnologie. In questo modo anche le aziende più classiche potranno tranquillamente convivere con le aziende digitali, nel settore immobiliare come in molti altri settori.

 

Gianmarco Rizzo
Digital Marketing Specialist
Appassionato di comunicazione e nuovi media, laureato in Scienze della comunicazione e attualmente studente di Digital marketing presso Digital Coach. Gestisco un mio blog (ribro.it) ed offro consulenze marketing a terze parti
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