CLICK TO PRAY: il social network per pregare con Papa Francesco

 

Il 20 gennaio 2019, in occasione dell’Angelus domenicale, Papa Francesco invitò i giovani di tutto il mondo a connettersi on line per pregare insieme. Come? Promuovendo, direttamente dalla storica finestra di Piazza San Pietro, la versione in italiano del recente servizio “Click to pray”, piattaforma social gratuita che offre la possibilità a tutti i cristiani connessi alla rete di condividere il loro momento di preghiera insieme.

La notizia non dovrebbe in realtà stupire, visto il consenso dimostrato dal pontefice nei confronti dei social network già dal 2012, quando venne aperto il suo primo canale Twitter al quale poi, negli anni successivi, ne susseguirono altri 8 in lingue diverse.

L’opinione del pontefice riguardo alle nuove tecnologie

Dal discorso effettuato in occasione della giornata mondiale sulle comunicazioni sociali nel 2014, dove il Papa si espresse apertamente riguardo ad internet e le nuove tecnologie digitali, si può iniziare a comprendere il pensiero del pontefice sulle possibilità offerte dallo sviluppo delle nuove tecnologie. Da quel giorno il Pontefice non si dimostrò mai ostile a questo tipo di cambiamento, portando invece le persone a riflettere sulle potenzialità offerte da questi strumenti e sull’uso che se ne deve fare. il Egli stesso affermò: “Internet può offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti, e questa è una cosa buona, è un dono di Dio. Esistono però aspetti problematici: la velocità dell’informazione supera la nostra capacità di riflessione e giudizio e non permette un’espressione di sé misurata e corretta. […] L’ambiente comunicativo può aiutarci a crescere o, al contrario, a disorientarci. Il desiderio di connessione digitale può finire per isolarci dal nostro prossimo, da chi ci sta più vicino”. “Questi limiti sono reali”, continuò il pontefice, “tuttavia non giustificano un rifiuto dei media sociali, piuttosto ci ricordano che la comunicazione è, in definitiva, una conquista più umana che tecnologica”. Negli anni a seguire furono poi molte altre le volte in cui Papa Francesco parlò ai suoi seguaci di internet e di tecnologia digitale.

Grazie a questi ritagli di dialogo, registrati e catalogati da avvenire.it, abbiamo la possibilità di capire come, 5 anni fa, il Papa si fosse espresso già da subito in modo a mio avviso oggettivo e lungimirante. Senza alzare critiche conservazioniste ed osservando realisticamente la situazione, il pontefice spiegò più volte i punti di forza ed i limiti di queste nuove tecnologie, dimostrandosi poi sempre più aperto all’argomento negli anni a venire.


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Gli incontri del pontefice con le alte cariche del mondo digitale

Nel 2016 infatti Papa Francesco incontrò alcuni leader dei brand più importanti nel mondo delle nuove tecnologie, come il creatore di Facebook Mark Zukerberg, attivo filantropo, col quale discusse su come sfruttare internet per scopi benefici. Inoltre lo stesso Zukerberg espresse fin da subito un’opinione positiva nei confronti del Papa quando quest’ultimo, a inizio 2016, aprì anche il suo profilo Instagram ufficiale. Sempre ad inizio 2016 il Papa ricevette anche l’ex ceo di Google Eric Shmidt e l’attuale ceo di Apple Tim Cook.

Analizzando quanto riportato sopra non risulta quindi esserci alcun tipo di ipocrisia da parte della chiesa cristiana nell’apertura di un social network utile a far pregare insieme tutti i suoi devoti.

Cos’è Click To Pray?

Il servizio Click to pray, sviluppato inizialmente in lingua portoghese ed ora è disponibile in altre 5 lingue diverse, offre molte delle funzionalità già presenti nei social network più conosciuti. Oltre ad essere scaricabile come applicazione, questo portale offre la possibilità all’utente di iscriversi e conseguentemente di creare e condividere contenuti all’interno di esso. La struttura si compone sostanzialmente di 3 principali macrocategorie che fanno da cuore pulsante del servizio, ognuna delle quali mette a disposizione diversi spunti riflessivi all’utente per entrare in preghiera o seguire un cammino utile al suo miglioramento come persona e come cristiano. Più specificatamente, le tre categorie sono:

  • Prega con il Papa. Offre la possibilità agli utenti di unirsi in preghiera intorno ad un messaggio condiviso mensilmente dal pontefice direttamente sul social. La categoria offre un video riassuntivo sull’argomento portato dal pontefice, oltre ad una preghiera dedicata all’argomento e ad una lista di buoni propositi da rispettare per restare in tema con il messaggio.
  • Prega ogni giorno. Categoria aggiornata giornalmente con brevi poesie, preghiere e citazioni storiche utili all’utente come spunto di riflessione per pregare.
  • Prega in rete. Questa sezione risulta essere un vero e proprio social network a se stante. Gli iscritti a click to pray possono qui condividere i loro pensieri e le loro preghiere, permettendo all’utente finale di leggerle e condividerle su altri social.

Ognuna di queste funzioni offre anche la possibilità all’utente di interagire con i post condivisi, tramite un tasto chiamato “prega” che ricorda molto il classico tasto like di Facebook. A fianco dei singoli post è inoltre presente un contatore che monitora il numero di click effettuati sul tasto prega.

Il servizio offre infine una raccolta fondi per autosostenersi e integra anche un piccolo blog contenente spunti di riflessione e preghiere di sola lettura.

Per quanto io non sia il target ideale per questo tipo di servizio, apprezzo comunque lo sforzo costante che la Santa Sede sta facendo, al fianco di Papa Francesco, per rimanere allineati all’evoluzione tecnologica. Non era infatti scontata anche un’ipotetica situazione contraria, con una chiesa ed un papa conservatori e contrari allo sviluppo, come già avvenuto anche in passato.

 

Gianmarco Rizzo
Digital Marketing Specialist
Appassionato di comunicazione e nuovi media, laureato in Scienze della comunicazione e attualmente studente di Digital marketing presso Digital Coach. Gestisco un mio blog (ribro.it) ed offro consulenze marketing a terze parti
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